One shot, one kill
A differenza di molti altri FPS di ultimissima generazione, in Sniper: Ghost Warrior la rigenerazione della barra della salute è vincolata all'utilizzo degli ormai anacronistici medikit sparsi qua e là lungo tutta l'area di gioco; una scelta stilistica alquanto discutibile ma che in un certo senso enfatizza il concetto stesso di “sopravvivenza”. Per tale ragione, inoltre, ci sentiremo ancor più obbligati a procedere con cautela, evitando di correre come pazzi forsennati in preda al delirio in campo aperto ed individuando invece la “copertura” migliore, imbracciando uno dei diversi fucili di precisione che il gioco ci mette a disposizione (Dragunov, SR-25, MSG90 e il pesante AS50).
E per avere la meglio sull'avversario potremo contare anche su diverse armi secondarie, come C4, mine Claymore, granate e coltelli da lancio.
Fondamentali i tantissimi indicatori di cui l'HUD è ricco; nella parte inferiore dello schermo è presente quella che potremmo chiamare “barra di stealth” (accompagnata dall'indicatore di postura del nostro alter-ego), che si rivela di fondamentale importanza per capire se il nemico nei paraggi è totalmente inconsapevole della nostra presenza: nel caso in cui dovessimo essere avvistati, la barra si riempirà progressivamente di colore rosso segnalandoci quindi che la missione è stata compromessa e che siamo stati individuati. In questi frangenti di particolare tensione saremo spesso sorpresi e demotivati dalla superiorità numerica dell'avversario che, senza pensarci due volte, ci sparerà addosso a oltranza fino a farci secchi, a meno di non mettersi al riparo dandosela a gambe e conquistando nuovamente una posizione di vantaggio.
Un altro importante indicatore si trova sulla parte superiore dello schermo e si attiva guardando nel mirino del nostro fucile di precisione; quest'ultimo, che potremmo chiamare “indicatore di stress”, non è altro che il cardiofrequenzimetro: più il nostro battito sarà accelerato (in seguito ad una lunga corsa, ad esempio), maggiore sarà il rischio di invalidare la precisione del colpo. Insomma, per dirla breve, qualora vogliate essere certi di mettere a segno un colpo alla testa, vi converrà aspettare che il vostro battito torni sulla media degli ottanta al minuto.
Come è logico che sia, ciascun colpo sarà influenzato pure dalla velocità e direzione del vento e dalla distanza del bersaglio. Questi due parametri, assolutamente variabili ed imprevedibili, andranno quindi a modificare la zona di impatto del proiettile, che ci verrà segnalata mediante un cerchietto di colore rosso che, stabile come un ballerino di hip-hop, ci suggerirà dove puntare. Ma non allarmatevi, colpire alla testa non sarà poi così difficile come sembra: premendo l'analogico sinistro saremo in grado di rallentare il tempo arrivando a gestire anche i colpi più difficili stendendo a terra quegli stessi nemici che sembravano affetti dal morbo di Parkinson. Credit by www.gamesnation.it |
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